Emergenza sanitaria e covid, Morsa e de Ciuceis: “Prima dell’irrimediabile, Asl, Moscati, sindaci e Prefetto prevedano un tavolo tecnico permanente”

Sono la Segretaria Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, e il Segretario Provinciale, Pietro de Ciuceis, ad intervenire attraverso una nota congiunta.

“Mentre si sta rivedendo l’organizzazione delle strutture ospedaliere territoriali, creando reparti “contenitore” per i pazienti che hanno patologie primarie, asintomatici o con sintomi covid trascurabili, discussioni incentrate più sulla logistica che, sulle modalità di intervento di cura, a tutela degli operatori sanitari e dei cittadini, abbiamo inviato una nota alla Asl a cui compete l’assistenza territoriale di tali pazienti, ed in particolare coloro che sono in quarantena domiciliare ma hanno necessità di cure psichiatriche o dialitiche”.

“La non soluzione di lasciare tutto al caso, senza definire percorsi di cura, è deleteria e va ad ingrossare i reparti covid ospedalieri, che non hanno tratto nessun beneficio dall’apertura del Covid Residence, di cui, tra l’altro, abbiamo solo notizia giornalistica e non riguardo le sue dotazioni di personale o su che tipo di funzione reale abbia. Se sia, cioè, di mero alloggio per cittadini con il covid non più identificabili come pazienti o soggetti che necessitano ancora di assistenza sanitaria”.

“Sull’altro versante però, capita che un paziente positivo che deve fare la dialisi o ha necessità di un trattamento psichiatrico, rischi di rimanere a carico del personale del 118 che, in un modo o nell’altro, come sempre, è costretto a sostituirsi a chi dovrebbe fare regole chiare e certe per tutti”.

 

“A seguito delle considerazioni precedenti, quindi, chiediamo ad Asl, Moscati, Sindaci e Prefetto di prevedere, una volta e per tutte, un tavolo tecnico permanente sulla gestione dell’emergenza sanitaria territoriale per creare protocolli operativi condivisi, per garantire omogeneità di trattamento e luoghi certi per cura e assistenza ai cittadini malati. Rendere le USCA adeguate al trattamento a domicilio dei pazienti malati di altro, oltre che di covid”

“Infine, riguardo al Covid Residence, poniamo, per l’ennesima volta, la medesima domanda: che tipo di pazienti tratta e che tipo di personale lo tiene aperto. Ci chiediamo questo perché non vorremmo che tale servizio sia uno specchietto per le allodole rispetto alla necessità di creare un’assistenza territoriale che sul versante covid è inconsistente…”.