Elezioni Regionali, Alfredo Galdieri (Terra) in piazza a Montoro

Ogni anno migliaia di giovani lasciano la Campania e il Mezzogiorno per cercare al nord o all’estero una possibile strada negli studi o nel lavoro. Cifre da capogiro, che segnano una debacle sociale ed economica che chiunque si proponga come classe dirigente non può ignorare.

Se a ciò aggiungiamo i dati costantemente allarmanti della disoccupazione giovanile, che in molte zone supera il 50%, nonché la rilevante percentuale di giovani che, pur restando nei paesi di origine, non svolgono alcun percorso di studio, formazione o lavoro (i c.d. NEET) ci troviamo di fronte ad un quadro devastante, potenzialmente esplosivo.

Un progetto politico che non metta oggi i giovani al centro della propria strategia è destinato a fallire, indipendentemente dal risultato elettorale conseguito.

Una comunità che di fatto sta abbandonando a loro stesse intere generazioni, in particolare uomini e donne nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni, quindi nel massimo delle proprie potenzialità fisiche e intellettive, è condannata ad un inevitabile declino.

L’attuale sviluppo della società neo-liberale, giunta ad una capacità pervasiva quasi totalizzante, sembra guardare ai giovani solo come massa informe, truppa utile al c.d. capitalismo della sorveglianza per studiare strategie di marketing, strumento di previsione dei consumi futuri.

I giovani hanno bisogno di riconoscimento sociale, non di lezioni moralistiche o mance elettorali; essi devono essere incoraggiati a diventare protagonisti di un progetto collettivo di speranza e cambiamento per un mondo migliore. Ma per fare questo devono essere ascoltati senza paternalismi.

Non bastano misure spicciole: dalla fine della Cassa per il Mezzogiorno, che pur con delle storture ha contribuito a limare il divario con il resto del Paese, non vi è stata alcuna politica organica per lo sviluppo delle regioni meridionali, da anni escluse dall’agenda principale di governo. Proprio partendo dai giovani occorre un piano di medio termine, a partire dalla salvaguardia dei distretti industriali che fondino il rilancio sulla sostenibilità ambientale; potenziare l’istruzione pubblica e rifondare la formazione professionale, altro grande assente nella programmazione regionale; utilizzare i fondi europei per misure strutturali a sostegno dei giovani che vogliono realizzare le loro aspettative nei territori di origine, che valorizzano le risorse naturali, le bellezze paesaggistiche, vuoi nelle eccellenze eno-gastronomiche, nel turismo sostenibile, nel terzo settore. Ma non basta il richiamo romantico alle origini: nell’era digitale, dell’iper-connessione, ogni borgo, ogni città può essere centro del mondo; la rapida evoluzione dei sistemi produttivi, delle comunicazioni, della tecnologia in generale necessita l’impiego delle energie che solo una gioventù istruita, anche in senso umanistico, in modo massivo e non elitario può innescare un movimento verso una società autenticamente democratica, partecipata.

“Ci troviamo in una società capovolta – dichiara Alfredo Galdieri, candidato alle regionali con la lista Terra – in cui le generazioni che rappresentano il motore del paese in termini di esigenze e bisogni, in termini di forza lavoro e capacità gestionale subiscono le scelte di una generazione che ha fatto il suo tempo. La soluzione può risiedere solo nella capacità della nostra generazione, “giovane”, di occupare gli spazi decisionali e dirigenziali della società, nel mondo del lavoro come in quello della politica e degli enti. Solo chi conosce i problemi perché li vive sulla propria pelle può immaginare delle soluzioni efficaci. Il cambiamento generazionale non deve essere un problema anagrafico o meramente di sopravvivenza di centri di potere, ma deve essere mettere al centro chi oggi è il centro del paese. IL TEMPO è ORA”.

Domani alle ore 17.00 presso Piazza Municipio a Torchiati di Montoro si terrà la conferenza stampa di presentazione al territorio del candidato alle regionali Alfredo Galdieri con la lista TERRA.