ELEZIONI, PALLINI (IMPEGNO CIVICO): “TRASFORMARE LA PA E ATTUARE LA RIFORMA GIUSTIZIA CIVILE PER ATTRARRE INVESTIMENTI E GENERARE CRESCITA ECONOMICA”

 

“La lentezza della giustizia è un problema strutturale del nostro Paese al pari della burocrazia spesso esasperante. Noi di Impegno Civico abbiamo in programma una riforma radicale della Pubblica amministrazione, l’attuazione della riforma della giustizia e la riforma degli incentivi alle imprese, che vanno messi a sistema rendendone anche più semplice la fruizione da parte delle imprese”. Lo afferma Maria Pallini, candidato di Impegno Civico nei collegi Campania 2-P02, Campania 2-P01 e Campania 1-P02.

“Ci vogliono 758 giorni in Tribunale e 836 giorni in Corte d’Appello, praticamente 25 mesi per ottenere il primo grado di giudizio in un processo civile e quasi 28 per il secondo. Tra gli obiettivi fissati nel Pnrr c’è l’abbattimento del 40% dei tempi della giustizia civile e del 25% dei tempi della giustizia penale. Con il governo uscente abbiamo approvato diverse riforme: penale, civile e dell’ordinamento giudiziario. Dobbiamo perseguire gli obiettivi fissati e monitorare costantemente l’operatività e l’efficacia dei decreti attuativi”.

“Quanto alla burocrazia, la Cgia di Mestre stima che sulle spalle degli imprenditori italiani gravano perdite per oltre 109 miliardi di euro, oltre la metà dei quali legati ai costi della complessità procedurale e un po’ meno della metà per i mancati pagamenti della PA ai suoi fornitori” aggiunge.

“Dobbiamo rendere attrattivo investire nel nostro Paese e l’unico modo per farlo è semplificare le procedure, potenziare la comunicazione e riordinare le norme sparse in mille codici e leggi. Serve una macchina della giustizia che dia risposte in tempi celeri e certi e abbiamo già fatto importanti progressi in questa direzione: se riusciamo a ridurre del 40% i tempi della giustizia riusciremo a recuperare 2,5 punti di Pil, in pratica 40 miliardi di euro. Continuare a mettere zavorre alla nostra economia e a rendere la vita difficile agli italiani significa rinunciare ad essere competitivi e attrattivi e la patria del marchio più noto al mondo, quello del made in Italy, non se lo può permettere” conclude Maria Pallini.