Dalla vacanza al tampone, Cotugno preso d’assalto dai giovani. Di Mauro: “Solo chi ha sintomatologia conclamata”

Dalle vacanze al “Cotugno” per il tampone. Centinaia i giovani rientrati da Sardegna e Puglia in fila per il test anti-Covid.

Dopo il piacere, sale l’ansia per un potenziale contagio e anche se l’attesa è lunga, la psicosi da virus prende il sopravvento.

Ma anche la fila per il tampone può essere fonte di contagio. “Molti dei giovani presenti ieri al nosocomio – dice Maurizio Di Mauro, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli a Il Mattino – erano lì per evitare la quarantena, ma lo screening è di competenza delle Asl.

Può fare il test al Cotugno solo chi presenta una sintomatologia conclamata. Non può mettersi in fila chi vuole fare uno screening e nemmeno chi ha avuto contatti con un positivo. Non possiamo sottrarre personale a pazienti in condizioni critiche. Degli oltre 150 presenti ieri al Cotugno molti sono venuti per evitare la quarantena. I ragazzi che hanno avuto
comportamenti irresponsabili in vacanza ora hanno paura, ma noi non possiamo permetterci una situazione simile”.