D’Abrosca e Esposito: Il mondo della scuola sia vicino ai ragazzi con disabilità e a chi vive in oncologia pediatrica

Giovanni Esposito Coordinatore per la Regione Campania del Movimento Italiano Disabili e Matteo D’Abrosca il giovane 21 enne testimonial alla lotta contro il cancro infantile premiato dalla Casa Bianca per la salvaguardia dei diritti umani nei confronti dei minori malati di cancro e già collaboratore della Presidenza del Consiglio e collaboratore del MID (Movimento Italiano Disabili) lanciano un appello al Ministro Valditara per garantire il benessere ai ragazzi malati oncologici nel periodo di transizione dall’ospedale alla scuola. 

Spesso i giovani pazienti di oncologia pediatrica in remissione completa dalla malattia di ritorno in classe e chi vive una disabilità grave, vengono messi ai margini e dimenticati dal mondo della scuola.

È pur vero che esistono dei piani educativi personalizzati (BES, PEI, PDP) ma spesso non vengono applicati bene creando in molte scuole disinteressamento o addirittura mancanza di volontà di affrontare un vero e proprio piano educativo di ritorno agli studi in modo tradizionale, visto che i ragazzi affetti da tumore vengono seguiti attraverso il progetto di scuola ospedaliera e domiciliare che rappresenta uneccellenza del nostro Paese.

Con il ritorno in classe, a tal proposito ci vorrebbe un team (psicologi, assistenti sociali, docenti con specialistica inerenti a queste problematiche oncologiche) di esperti quando si ritorna a scuola.

Attraverso la mia esperienza e delle testimonianze dei giovani guerrieri ho potuto constatare che la scuola non risponde sempre ai diritti dei più fragili e vulnerabili. I Dirigenti Scolastici hanno il dovere morale di farsi carico dei problemi dei ragazzi con disabilità e dei ragazzi che hanno vissuto un lungo calvario nella malattia.

Nel 2019 con l’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramontiavviammo progetti di sostegno e circolari ministeriali affinché le scuole italiane potevano rifarsi a delle indicazioni del Ministero elaborate da un gruppo di esperti, al fine di garantire la piena equità e i diritti degli studenti con disabilità. Il progetto proseguì fino alle sue dimissioni del 2019, lo ringrazio per la sua grande collaborazione e umanità. Nelle testimonianze che raccolgo ho potuto constatare che molti ragazzi oncologici e con disabilità si ritengono “fortunati” che qualche docente di buona volontà comprenda le esigenze e difficoltà. In ultima analisi bisognerebbe costruire un team al fine di aiutare e superare l’impatto psicologico con strumenti compensativi e dispensabili che possano permettere allo studente che ritorna a scuola dopo anni… intraprendere un percorso che possa dare ai ragazzi con problematiche oncologiche di non essere emarginati.

Tutto ciò è soggettivo e spesso a macchia di leopardo per il nostro Paese. Ho evidenziato gli aspetti negativi, ma dobbiamo anche ringraziare e soprattutto portare alla luce le tante belle storie di speranza, di vicinanza delle scuole italiane, dei tanti dirigenti scolastici, docenti e personale Ata che ogni giorno scendono in campo per aiutare chi soffre e in questo caso “si fanno carico dei loro problemi” perché essere docenti è una missione, non un’opportunità di lavoro.

Chi opera nella sicurezza sociale e psicologica dei ragazzi con disabilità e malati di tumore rispecchia lo Stato onesto che è vicino ai più deboli, rispecchia la legge morale e la missione che in questi casi diventa un “viaggio di speranza”.

Grazie per la vostra grande umanità, dobbiamo lavorare affinché lo Stato entri nelle scuole dove ci sono disuguaglianze, indifferenze, emarginazioni, burocrati e chi sbaglia non assicurando pieni diritti mi sembra giusto che la giustizia allora faccia il suo corso.