Covid, La Mantia: “C’è accanimento contro i ristoranti, ci hanno azzoppato”

“A me sembra che adesso ci sia una sorta di accanimento, giusto o sbagliato, verso le categorie che si occupano della ristorazione. Prima noi cuochi eravamo il fiore all’occhiello, siamo stati sempre come degli ambasciatori. Adesso, invece, ci hanno azzoppato. Non c’è stata chiarezza nel programmare la vita per chi fa impresa. Io personalmente quest’anno non riapro più”. Lo chef Filippo La Mantia, commenta così le ultime misure del Dpcm che regolano le aperture e chiusure dei ristoranti nel periodo delle festività di Natale.

“Abbiamo avuto – sostiene – una gestione della pandemia non professionale. Non dovevamo riaprire a maggio e a quest’ora avremmo avuto altre situazioni. Non avrei riaperto neanche ad agosto. Credo che in estate ci sia stata una gestione troppo azzardata della pandemia. La verità – aggiunge lo chef – è che i disagi determinati dall’apertura e dalla chiusura dei locali hanno sconvolto l’economia imprenditoriale. Tanti colleghi, ed io per primo, a dicembre non apriranno”. Soffermandosi sulle sue prospettive future, La Mantia racconta: “Ho un locale di 2.000 metri quadrati, la pandemia mi ha raso al suolo. Avevo già in mente di ridurre la metratura, per questo riaprirò a fine aprile in un altro posto”.