Contropiede, Cannavale de Il Mattino: “Il grido d’allarme del tifo non può rimanere inascoltato”

Per un nuovo appuntamento di “Contropiede”, abbiamo intervistato il giornalista de Il Mattino Riccardo Cannavale.

 

Avellino e Cavese si dividono un punto. Una gara equilibrata, ponderata e con poche emozioni…

“Una gara che conferma, in maniera inequivocabile e incontestabile, che questo Avellino non sa più vincere. L’involuzione, a mio parere, non è solo nei risultati che, di solito, sono il frutto delle prestazioni. Le ultime, e per ultime intendo almeno quelle fornite nel nuovo anno, dimostrano che l’Avellino uscito fuori dal mercato di riparazione non ha lo stesso smalto e – direi – anche la stessa caparbietà mostrati nel mese di dicembre. E’ una questione di equilibri da ritrovare e di personalità da incastrare e gestire. Ma c’è anche un aspetto meramente fisico da prendere in considerazione. I nuovi arrivati non hanno ancora un ritmo pari a quello dei compagni. E non potrebbe essere altrimenti, considerando che, forse eccezion fatta per Bertolo, tutti gli altri il campo da inizio anno lo avevano visto ben poco”.

I tifosi biancoverdi restano in protesta e decidono di non assistere al derby. Quanto, l’assenza del pubblico di casa ha inciso sull’andamento della partita?

“Quando il pubblico non partecipa ad una partita di calcio a rimetterci è sempre lo spettacolo. Perchè il pubblico non è un orpello: è parte integrante e fondamentale in quei 90 minuti. Vale quanto un gol segnato o uno sbagliato, quanto un rigore parato, quanto un palo colpito all’ultimo minuto. Togliere il pubblico significa rendere meno completo un evento sportivo. Poi, ci sono pubblici particolarmente trascinanti, e quello avellinese – non lo dico io ma è un dato riconosciuto un po’ ovunque – rientra tra questi. E’ naturale, dunque, che se ad una squadra come l’Avellino togli il suo pubblico, qualche ripercussione sull’andamento del match c’è eccome”.

Protesta che arriva da una gestione societaria che nelle ultime settimane ha fatto discutere e non poco. Una scelta, quella della tifoseria, comprensibile secondo lei?

“Anche su questo si è molto discusso. C’è chi ha approvato, chi si è mostrato in disaccordo ed è entrato ad assistere alla gara. Io ritengo l’atteggiamento assunto dalla curva e dallo zoccolo duro del tifo avellinese un grido d’allarme che non può restare inascoltato. Il pubblico è stanco. Quello che sta subendo è davvero troppo. Tornando a quello che dicevo prima: se a questa squadra togli l’entusiasmo del suo pubblico, perdi gran parte dello spettacolo. Ed anche del valore economico che il brand Avellino possiede”.

Negli spogliatoi del “Partenio Lombardi” si è visto Giuseppe Lombardi. L’ex patron della Casertana potrebbe presto diventare socio dell’Us Avellino…

“Non so cosa riserverà il futuro. Spero solo lo riservi al più presto. Non vorrei più assistere alle pantomime delle ultime settimane. E onestamente la presenza di Lombardi negli spogliatoi mi sembra una nuova puntata di quello stesso film. Spero di sbagliarmi”.

Domenica i lupi affronteranno il Rende. Quale sarà la chiave di lettura che potrebbe consentire agli uomini di Capuano di ritrovare la vittoria?

“C’è solo un elemento che, in questo momento, può venire in soccorso degli uomini di mister Capuano: è la serenità. Ma è evidente che non sia facile raggiungere quello che è uno stato della mente che non dipende solo da sé. Forse questo è l’aspetto che più fa rabbia della vicenda societaria che si trascina da ormai due mesi, che chi dovrebbe dare l’esempio non si renda conto dei danni che sta procurando”.