Cervinara, patron Giordano: “Deferito per colpe non mie”

Il presidenre del Cervinara Michele Giordano si è così espresso in merito all’emergenza Covid: “Non è mia abitudine postare sui social ma oggi sento il bisogno di comunicare qualcosa alla squadra, alla società, ai tifosi. Innanzitutto mi auguro che stiate bene in salute e che, come me, tassativamente a casa, resistiate al momento difficile che stiamo attraversando. Verranno tempi migliori che ci vedranno ancora insieme al Canada-Cioffi per sostenere i colori che amiano, il bianco e l’azzurro.

Oggi però purtroppo scopro che sono stato condannato in primo grado al risarcimento di qualche migliaia di euro a favore di un ex calciatore dell’Audax: tale Umberto Varriale anzi pardon del fratello di questo ex tesserato per una vicenda da risvolti quantomeno ingarbugliati avvenuti in tempi in cui non avevo l’onore di essere legale rappresentante del Cervinara e di cui dovrei rispondere in solido ma che temporalmente ed eticamente non mi appartengono, vedremo nelle sedi competenti.

 

Purtroppo, sarà la quarantena, sono anche stanco di essere vessato dalle continue esternazioni diuna persona che ho avuto la sfortuna di incrociare sul mio percorso in quel di Cervinara e del quale mi sono liberato prontamente come presenza fisica ma non dell’idiozia che leggo quotidianamente. E dire che nella brevissima esperienza vissuta dall’innominabile con noi, più volte, l’ho dovuto salvare dalle reazioni dello staff tecnico e dirigenziale ma in questa vicenda devo solo fare il mea culpa: ero stato avvisato e messo in guardia non ho voluto ascoltare assecondando chi segnalandolo mi aveva chiesto la cortesia di dargli una chance. Leggo continuamente di una mia richiesta fatta al soggetto in questione, la richiesta era fatta a titolo personale ed amicale, esulava dal rapporto gerarchico ed era figlia di un’emergenza, tra l’altro era solo una richiesta di riferire la stessa ad uno dei magazzinieri, ricordo la risposta “presidé, non vi preoccupate ci penso io, lo sapete per voi qualsiasi cosa”, mai avrei immaginato che tale episodio,assolutamente insignificante, potesse assurgere quale azione discriminante. Chi mi conosce collaboratori, dipendenti, amici, familiari sa bene che non è mio costume assumere comportamenti impositivi ma soprattutto maleducati”.