Centri contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere: il Comune di Avellino aderisce all’avviso pubblico

Il Comune di Avellino aderisce all’avviso pubblico per la selezione di progetti per la creazione di centri contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere
Il Comune di Avellino ha aderito all’avviso pubblico per la selezione di progetti per la costituzione di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere, emanato con decreto legge n. 34 del 12 maggio 2020, poi convertito con modificazioni dalla legge n. 77 del 17 luglio 2020.
Con decreto della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia del 17 dicembre 2020, è stato istituito il “Programma per la prevenzione ed il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere”. Il decreto ministeriale, in considerazione della necessità di fronteggiare l’aggravarsi delle situazioni di disagio determinato dall’emergenza sanitaria da COVID-19, ha fatto sì che il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), indicesse il sopraccitato avviso pubblico per l’assegnazione delle risorse relative all’anno 2020 ai centri contro le discriminazioni, che ammontano in totale a 4 milioni di euro.
L’avviso mira a selezionare progetti che abbiano l’obiettivo di istituire e/o gestire centri contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere o di supportare case di accoglienza già esistenti.

L’Amministrazione Comunale di Avellino intende presentare una proposta progettuale su una delle due attività. Il Comune svolgerà il ruolo di capofila, sarà titolare della proposta progettuale presentata e, in caso di ammissione, ne manterrà il coordinamento e la responsabilità della realizzazione nei confronti del Dipartimento per le Pari Opportunità.
La proposta progettuale dovrà prevedere la realizzazione di una delle seguenti attività:
• la creazione o il potenziamento di centri contro le discriminazioni motivate
da orientamento sessuale e identità di genere;
• il potenziamento di case di accoglienza già presenti sul territorio, per vittime
di discriminazione o violenza fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o che si trovino in condizioni di vulnerabilità legata all’orientamento sessuale e identità di genere in ragione del contesto sociale e familiare di riferimento, indipendentemente dal luogo di residenza.
Ogni progetto dovrà prevedere assistenza legale, sanitaria, psicologica, forme di informazione e formazione, consulenza e orientamento per l’inserimento socio- lavorativo, con accompagnamento e sostegno a corsi di formazione specialistici, finalizzati ad avviare percorsi di vita autonoma. Il contributo per ciascun progetto potrà essere al massimo pari al 90% del costo totale e dovrà rispettare i seguenti massimali:
• € 100.000 per i progetti presentati nel caso di centri contro le discriminazioni;
• € 180.000 per i progetti presentati nel caso di case di accoglienza.
È stato quindi indetto un avviso pubblico per la formulazione di manifestazioni di interesse da parte di associazioni operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto delle persone LGBT+, volte alla presentazione di una proposta progettuale coerente con l’avviso. Il Comune di Avellino potrà selezionare una sola proposta progettuale risultata idonea alla valutazione, da presentare al Dipartimento per le Pari Opportunità, dopo aver verificato l’eventuale adesione di altri partner pubblici o privati.
«Si tratta di una risposta doverosa che l’Amministrazione Comunale intende dare – è il commento dell’Assessora alle Pari Opportunità, Marianna Mazza – a una delle tante problematiche che la pandemia ha reso ancora più evidenti. La vicenda di Malika Chalhy, la 22enne toscana vittima di discriminazione da parte dei suoi stessi familiari a causa del suo orientamento sessuale, ci insegna che abbiamo ancora tanta strada da
fare prima di poter vivere in una società realmente paritaria. Le storie come quella di Malika sono purtroppo tante e le risposte da parte delle istituzioni ancora troppo poche. Con l’adesione a questo avviso, il Comune di Avellino intende provare a fare la sua parte. Mi auguro che ci giungano numerose manifestazioni di interesse».