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Bufera ad Ariano Irpino, la moglie del sindaco chiede voto con audio whatsapp

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Una campagna elettorale davvero infuocata, non solo ad Avellino, ma anche in provincia. Ad Ariano Irpino, infatti, è bufera su un audio whatsapp in cui si può ascoltare la registrazione di una telefonata tra la moglie del sindaco Gambacorta e un vigilante dell’Agenzia delle Entrate di Ariano Irpino. In pratica la consorte del primo cittadino, dal telefono di casa, chiede al suo interlocutore il voto per il marito. E’ bastato questo per scatenare il putiferio, con minacce di ricorso alla Magistratura.

La registrazione della telefonata è stata variamente interpretata. Di qui la presa di posizione del deputato pentastellato, Generoso Maraia. “Gambacorta deve far chiarezza su un audio in cui la moglie chiede voti presentandosi come dipendente dell’Agenzia delle Entrate. Purtroppo non si tratta di smentire solo l’audio della moglie del sindaco, ma anche quello in cui i candidati che sostengono Gambacorta lo attaccano lamentando la mancanza di trasparenza nella determinazione dei prezzi dei loculi del futuro cimitero. Andiamo per ordine.

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C’è un audio relativo ad una telefonata tra una signora che si presenta come funzionario dell’Agenzia delle Entrate nonché moglie di Domenico Gambacorta e un signore a cui la stessa chiede uno o più voti per il marito candidato alla carica di sindaco. Considerate le incessanti richieste di chiarimenti che sto ricevendo, invito i protagonisti di questo presunto voto di scambio a smentire la veridicità dei contenuti del file audio che in questi giorni, su whatsapp, gira da un telefonino all’altro.

Così come chiedo ai candidati che sostengono Gambacorta di chiarire se gli audio in cui lamentano che il loro candidato a sindaco non gli ha fatto capire nulla sulla questione cimitero, prezzi dei loculi e pagamenti anticipati da parte dei cittadini. Mi auguro che il sindaco uscente non venga sbugiardato come successo con la Discarica di Difesa Grande, spero che quello che stiamo ascoltando non sia vero altrimenti farebbero bene ad andare in un bel monastero dove chiedere perdono ai cittadini e a se stessi per la valanga di bugie finalizzate a conservare la poltrona”.

La risposta non si è fatta attendere: “L’audio di una garbata telefonata fatta dal telefono di casa da mia moglie – precisa Gambacorta – per chiedere ad un conoscente la disponibilità a sostenere la mia candidatura a sindaco di Ariano Irpino, è stato diffuso in maniera virale su WhatsApp da chi, evidentemente, non è consapevole di commettere un reato penale per cui sono previste pene anche molto pesanti. In quella telefonata, mia moglie, in modo cortese, si presenta con nome, cognome e ufficio di appartenenza, con il solo intendimento di farsi riconoscere dall’interlocutore, vigilante dell’immobile dove ha sede l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Ariano.

Chiarita l’identità, mia moglie non ha fatto altro che chiedere la eventuale disponibilità dell’interlocutore a sostenere il sottoscritto, senza fare alcun riferimento al ruolo che ricopre. Insomma per il sindaco Gambacorta, si tratta «ome al solito, dunque, di fango tirato fuori dal nulla, da parte di chi, evidentemente, non ha altro argomento se non la contumelia ed il pettegolezzo. In ogni caso, nelle prossime ore – ribadisce – provvederemo a presentare formale denuncia verso chi ha registrato e diffuso l’audio per tutelare l’immagine e l’onorabilità mia e della mia famiglia”

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