Bolletta del gas troppo salata? Ecco alcuni suggerimenti

Settembre ha già portato piogge e basse temperature in Italia, a breve si cominceranno a utilizzare gli impianti di riscaldamento e quindi conviene muoversi con la giusta cura per quanto riguarda la bolletta del gas, che spesso rischia di essere fin troppo salata. Al di là dei discorsi un po’ campati in aria che si possono fare in merito, bisogna cercare di essere pratici per spendere meno e sapersi orientare in maniera intelligente tra le varie voci della bolletta. Ecco dunque alcuni suggerimenti.

Alcuni consigli pratici per risparmiare in bolletta

Ci sono degli accorgimenti che si possono adottare per non ritrovarsi con una bolletta eccessivamente cara, a partire chiaramente dalla scelta del fornitore giusto per il servizio di cui si necessita: il mercato libero ormai offre molte alternative che vanno considerate con cura. Dopo una scelta oculata, bisogna saperla mantenere nel tempo.

In questo senso, come spiega la guida sull’autolettura del gas di Wekiwi, si possono evitare spiacevoli sorprese. Con l’autolettura si possono monitorare in tempo reale i propri consumi, in modo da avere sempre il polso della situazione e di potersi regolare di conseguenza.

In ogni caso, il risparmio sulla bolletta del gas si può ottenere in molti modi, sempre applicabili alla vita di tutti i giorni: si può optare, ad esempio, per un piano cottura a induzione piuttosto che ai classici fornelli a gas, in modo da ridurre i consumi e anche i tempi di cottura, oppure a prescindere si possono utilizzare i coperchi su pentole e padelle per far bollire e cuocere più in fretta i cibi. Anche il forno a microonde è un alleato in questo senso dato che, combinato con la cucina tradizionale, permette di risparmiare tempo nella cottura e quindi anche l’utilizzo di gas, in maniera simile a quanto fa la pentola a pressione.

Come si legge la bolletta?

Anche sapersi orientare nella bolletta e riuscire a distinguere le diverse voci presenti è di certo vitale in ottica risparmio. Ad esempio, nella lettura dei dati che si trova nella griglia di riepilogo in prima pagina è bene controllare se viene riportata la dicitura “stimata”: in questo caso spesso i consumi riportati in bolletta non rispondono a quelli reali ed è bene, come già detto sopra, fare l’autolettura per comunicarla al fornitore e vedersi decurtati i soldi pagati in più nella bolletta successiva. Attenzione anche alla tipologia di erogazione riportata, che può essere domestica, per residente o non residente; capita a volte che il profilo scelto in sede di stipula del contratto non sia applicato correttamente e serva quindi una modifica in tal senso tramite reclamo, per evitare di pagare più del dovuto. Tra l’altro, le bollette hanno un termine di prescrizione che arriva a due anni, per cui è bene controllare sempre la data relativa al pagamento: se la bolletta dovesse essere più vecchia di due anni il fornitore non può pretenderne il saldo e quindi si potrà evitare il pagamento mandando un reclamo proprio all’erogatore del servizio.