Bimbo suicida dal balcone: “Ho un uomo incappucciato davanti, non ho tempo”

Aveva cambiato da poco la password di tablet e cellulare da pochi giorni, probabilmente per non consentire a nessuno di entrare nella sua vita virtuale.

Il bambino di soli undici anni, morto suicida a Napoli due giorni fa, è volato dall’ottavo piano. Gli inquirenti stanno indagando sul suicidio. Le perplessità nascono dal messaggio spedito con il proprio telefonino alla madre, pochi attimi prima di morire. “Vi amo, ho un uomo incappucciato davanti, non ho tempo”, si legge nel testo.

È da qui che prendono le mosse le indagini, dal fattore tempo. Chi gli aveva dato un countdown? E quando era iniziato il conto alla rovescia? C’era una sfida in ballo? Chi è l’uomo incappucciato

Ieri mattina, è stata sequestrata una telecamera esterna che inquadra la casa del bambino, per verificare l’eventuale presenza di un uomo in carne e ossa all’esterno dell’abitazione. Stando alle prime verifiche, non ci sarebbero tracce o presenze sospette, quanto basta a cercare quell’uomo incappucciato nella realtà virtuale.

Sempre nella giornata di ieri, è stata eseguita l’autopsia sul corpo del ragazzino. Non sono emerse lesioni o segni. Fascicolo per istigazione al suicidio, si procede contro ignoti, ma si attende nelle prossime ore il secondo step delle indagini, quello decisivo: la «apertura» del tablet e del telefonino cellulare usati dal bambino, nel tentativo di verificare la presenza di qualcosa di anomalo nella vita  «social» dell’undicenne.