Bianchino: “Lo sport è fratellanza, socialità, rispetto tra le persone. Il calcio e le sue radici a Montoro.”

“Lo sport costituisce storicamente il più significativo ed importante collante di umanità, sia perché affratella i popoli e le persone, sia perché mette a contatto, attraverso il gioco, le più belle qualità umane, ovvero la spontaneità, la correttezza, l’umiltà, la disponibilità, la generosità e soprattutto il rispetto delle regole. In quest’ultimo aspetto risiede il principio di libertà. Essere liberi vuol dire credere che gli altri possano esserlo e perché questo si realizzi è necessario che si rispettino le regole della normale convivenza. Tante volte nella storia c’è stato chi ha tentato di mettere le mani su queste bellissime attività umane che esaltano l’essenza della socialità, ma sempre ha prevalso e dovrà prevalere la parte migliore degli uomini, quella che da forti motivazioni per stare insieme. Il calcio è stato l’apoteosi del coinvolgimento popolare, perché ha sempre suscitato grandi stimoli alla partecipazione ed alla divagazione rispetto agli affanni della quotidianità. È sport di massa perché riesce a tenere insieme migliaia di persone ed anche perché riesce a creare tantissimi motivi di distensione, attenzione, partecipazione ed anche nuove conoscenze. A Montoro le tradizioni sportive sono abbastanza radicate. Il ciclismo ha radici profonde ed ha conosciuto figure bellissime, a cominciare dal mitico Ciccio Arminante a campioni delle due ruote come Vincenzo De Caro, tra i professionisti, Vittorio De Martino e tanti giovani campioni che alimentano la nostra bellissima storia. Non dimentichiamo la boxe, con Agostino Cardamone, campione italiano nel 1992, Campione europeo dei pesi medi nel 1993, campione del mondo WBU nel 1998, che ha rappresentato un’eccellenza per la nostra città e per il pugilato italiano.
Il calcio è venuto più tardi a Montoro perché c’era bisogno di strutture, di possibilità di esercitare una pratica e collegarsi a strutture istituzionali. La passione degli uomini spesso vince anche di fronte alle difficoltà e riesce a realizzare cose bellissime che diversamente non ci sarebbero state. A Montoro fin dal dopoguerra esisteva la squadra di calcio con giovani locali o di Comuni confinanti, che praticavano questo gioco nella cosiddetta vasca, un’area grande a ridosso del cimitero della congrega. Era però una allocazione di opportunità e di contingenza, perché la funzione di quel luogo era il convogliamento delle acque provenienti dal monte Salto. In effetti Montoro fino agli anni settanta del secolo scorso non aveva un campo di gioco. I più giovani praticavano questo sport ovunque ci fosse uno spazio utilizzabile, in largo, con pietre che segnavano le porte e qualcuno addetto a recuperare il pallone. Una squadra che tenesse in piedi i colori della Municipalità esce negli anni sessanta. I primi presidenti che si ricordano Antonio Mari e l’avv. Stefano Pappalardo, il mitico magazziniere che ospitava tutti nella sua piccola bottega di artigiano, Vincenzo Basile, il segretario Vittorio Formica e primo cronista giornalista immancabile, Tonino Izzo. In quegli anni questi pionieri, insieme ai bravissimi calciatori locali, oltre ad organizzare la squadra di calcio, parteciparono ai primi campionati delle divisioni specifiche andando a giocare allo stadio Superga di Mercato S. Severino. Furono stagioni esaltanti del calcio montorese e dello sport, perché tra tante difficoltà si metteva in moto un processo sociale che vedeva il coinvolgimento progressivo di tante persone e l’entusiasmo di chi si riconosce senza nessuna particolare ragione o motivazione personale in un insieme identitario. Questi sono i miracoli dello Sport. Con gli anni settanta abbiamo il terreno di gioco e quindi il campo sportivo che progressivamente ha avuto tanti miglioramenti fino ad essere ai giorni d oggi uno stadio di eccellenza per un bellissimo Comune di 20.000 abitanti. Il calcio ha avuto la sua parte di gloria nel montorese, perché oltre ai tempi pionieristici della pratica sportiva ove possibile ha visto la partecipazione ai campionati di eccellenza e di promozione. Certo non è facile tenere insieme in una sola squadra rappresentativa le quindici frazioni ma senza togliere alcunché alle piccole realtà frazionali, questa è una scommessa che si può vincere. Ci sono tutte le potenzialità per un salto rispettabile nell’agone calcistico regionale. Oggi abbiamo tante squadre locali in tutte le frazioni che fanno i campionati delle prime divisioni. Abbiamo un altro campo sportivo ove si disputano i campionati ed abbiamo tantissimi campetti ed impiantistica sportiva di notevole livelli. Lo stesso stadio comunale è una perla come riferimento per la pratica sportiva. Oltre al campo di calcio con pista in erba sintetica, lo stadio contiene un bellissimo campo di calcetto ed un campetto di palla a canestro, oltre alla pista di atletica di avanguardia. Possiamo affermare che l’intero Comune di Montoro ha tante possibilità ed opportunità per favorire la partecipazione alla pratica sportiva. Si tratta di impianti che vanno ben curati nella gestione e che nelle realtà frazionali sono autentici fiori all’occhiello. Contiamo nella bellissima risorsa umana della nostra realtà comunale per pensare che queste strutture vengano frequentate e tenute nel migliore dei modi. Certo, tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di quanti, con responsabilità pubbliche, hanno profuso il massimo sforzo per realizzarle ed a quanti hanno portato avanti da veri pionieri negli anni trascorsi l’idea dello sport come valore sociale che coinvolge. Ci sono riusciti alla grande. Ecco perché abbiamo voluto ricordarli in un grande ricordo ricco di emozioni, perché la festa di un giorno non si esaurisca con le luci della ribalta del momento, ma contenga la nostra storia bellissima, fatta da tante persone che vivono nel nostro animo, per quanto hanno fatto per lo sport e per la nostra Comunità.”