Barbaro (Gruppo Misto): «Il mondo dello sport rispetta i protocolli, la misura è colma: pronti a scendere in piazza»

Il mondo delle palestre, delle piscine e dei circoli sportivi, già duramente provato dal periodo di lockdown, ha investito pesantemente su sanificazioni e infrastrutture, per adeguare i propri centri alle linee guida dettate da un Governo che, ora, si rimangia la parola minacciando nuove e più gravose chiusure.

Quanto annunciato da Conte domenica scorsa (“daremo una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza” per poi decidere su eventuali chiusure) ha già avuto il primo effetto di paralizzare accessi e abbonamenti, in un mese considerato cardine per l’intera stagione che segna la ripresa dell’attività sportiva al chiuso.

Sottolineiamo altresì che nessun focolaio è stato ricondotto a cattivi comportamenti all’interno delle palestre e delle piscine. Lo sport viene trattato nel DPCM come attività non essenziale quando questa, invece, produce oltre a importanti economie anche benessere e salute: gli stessi dati dell’OMS indicano che ogni euro investito nell’attività fisica si traduce in un risparmio di 4 euro per il SSN. Rammentiamo a Conte, che lo sport è la soluzione e non il problema e lo invitiamo a scusarsi per un’uscita teatrale e pericolosa, anche per quel milione di addetti che rischiano di perdere il lavoro. Per decreto e non certo per il Covid.

Associare il rischio di contagio a palestre, piscine e centri sportivi, equivale a porre in atto un clima di terrorismo psicologico che il mondo dello sport non è più in grado di sopportare.

Un mondo che minaccia di scendere in piazza a far valere non solo le proprie ragioni ma quelle dei venti milioni di italiani che fanno continuativamente attività fisica in Italia.

Così il sen. Claudio Barbaro (componente della Commissione Cultura a Palazzo Madama) e presidente nazionale di Associazioni Sportive e Sociali Italiane (Asi).