Avellino in Azione: “Nel 2017 la Morgante disse che sull’autismo nessuno sarebbe stato lasciato indietro”

Era il 2017 quando la Manager Asl Morgante dichiarava alla stampa che sull’Autismo nessuno sarebbe stato lasciato indietro, e che ogni procedura necessaria sarebbe stata attività al fine di garantire sostegno e cure ai ragazzi che soffrono di Disturbi da Autismo.

Come al solito, nulla è mai come dovrebbe essere e, chi si dovrebbe impegnare per il bene comune latita o scarica su altri le proprie responsabilità.

Azione ritiene che su temi così delicati non si possa tentennare o giocare alle tre carte, ma che chi è delegato al compimento di scelte non possa e non debba perdere tempo, anche e soprattutto in questa parte del Paese, in cui i ritardi in tema di cura, assistenza a persone con fragilità ed alle loro famiglie sono cronici.

Non servono tagli di nastro o inaugurazioni, quando la Gestione e la Politica perdono lo sguardo umano.

Non è possibile scaricare sulle comunità le inefficienze, i processi burocratici, non ci si può girare dall’altra parte al cospetto delle grida di rabbia di genitori disperati, in nome di una supponenza che non può essere più tollerata.

Non vi sono giustificazioni od alibi, non interessa chi debba fare cosa e perché, non interessa il come, vanno attivate tutte le procedure in maniera più rapida possibile.

La Sanità in Campania non funziona, in Irpinia ancora meno; mesi per un esame specialistico, tagli di spesa, assenza di terapie domiciliari, 118 depotenziati, medicina territoriale come miraggio, nessuna assistenza a chi soffre di malattie mentali.

Rincorrere ogni volta il finanziamento o il PNRR non farà uscire il territorio dallo stagno in cui si è piombati.

Esistono responsabilità precise, che coinvolgono tutti i livelli istituzionali e politici senza escluderne nessuno.

Il Pdta (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale) adottato dalla Regione Campania non risulta adeguato ai reali fabbisogni assistenziali, separa in compartimenti stagni le ore di riabilitazione e standardizza l’offerta in base all’età anziché in base alle necessità personali del singolo paziente.

Azione denuncia, inoltre, la mancanza inoltre di una omogeneità nei trattamenti e nella presa in carico dei pazienti, che genera confusione e difformità di procedure tra una Asl e l’altra e sulla non univoca interpretazione dei dettami della delibera regionale.

Questo riguarda l’intero approccio alla Salute Mentale, rispetto alla quale non esiste una visione organica, multidisciplinare ed un approccio serio, finalizzato a rendere la vita di persone che soffrono un inferno in terra.

Azione ritiene di dover sottolineare come esistano in Italia regioni virtuose da questo punto di vista e che non possono esistere, in un Paese in cui il diritto alla Salute è costituzionalmente garantito, cittadini di serie A e di serie B.

Dopo due anni di Pandemia tutto quanto accade, la disperazione di ragazzi e delle famiglie è davvero insopportabile.

Azione in tal senso si attende risposte immediate ed invita anche gli amministratori locali a farsi portavoce del malessere delle proprie comunità.

Il Comitato provinciale di

Avellino in Azione