Avellino celebra gli U2, omaggio ad Achtung Baby

“30 anni di Achtung Baby….e sentirli ancora!”. E’ il titolo dell’evento in programma giovedì 18 novembre alle ore 18.00 presso la sala congressi di Villa Amendola di Avellino.

Organizzato e promosso dall’Associazione culturale “L’isola che non c’era”, l’iniziativa vuol omaggiare la nascita di un capolavoro della musica rock: Achtung Baby. Si tratta del settimo album degli U2 pubblicato il 18 novembre 1991 dall’etichetta discografica Island Records. L’evento, che si terrà nel rispetto delle normative vigenti in materia di prevenzione e contrasto del Covid-19 (obbligo green pass), vuole essere e rappresentare, pertanto, un momento celebrativo di questa iconica opera musicale, recensita dalla rivista Rolling Stone al 62esimo posto tra i 500 migliori album di tutti i tempi e che proprio il 18 novembre spegne 30 candeline.

 

L’evento, che vedrà la partecipazione di molti fan della band di Bono Vox e di chi ama la musica in generale, si terrà in simultanea con altre kermesse similari, in programma su scala mondiale, così da proiettarlo su un palcoscenico ben più ampio del classico contesto territoriale, facendo così “vivere” ad Avellino un ruolo da co-protagonista, nello scenario internazionale.

 

L’iniziativa abbinerà momenti di racconto dell’album: aneddoti e testimonianze di chi ha vissuto l’uscita di Achtung Baby, registrato tra Dublino e gli Hansa studio di Berlino (noti per aver ospitato precedentemente le session di registrazione di alcun celebri album di David Bowie), di chi ha assistito allo ZOO Tv Tour e di chi oggi ne apprezza ancora lo spessore artistico fino a sessioni musicali. Sarà la band irpina FIX, composta da Andrea Ficca, Lucio Belisario, Marco Zaolino, Enzo Ranaudo, ad interpretare in chiave acustica alcune canzoni presenti nell’album della band irlandese.

 

“Il 1991 fu l’anno d’oro del rock dove gli U2 tirarono fuori questa perla di album, staccandosi definitivamente dai gloriosi anni Ottanta ed inaugurando così la svolta tecnologica degli anni Novanta del secolo scorso. L’impatto sonoro è meravigliosamente sorprendente e s’intreccia con la voce di Bono, travagliata e sofferta, che mette giù dei testi profondissimi che raccontano il contesto di allora, proiettato verso l’Unione Europea, e il rebus sull’identità, sul passato e sul ruolo del frontman dublinese. Un momento che abbiamo deciso, pertanto, di raccontare ed immortalare in un evento unico nel suo genere in ambito locale” -dichiarano Stefano Belfiore e Gianpietro Verosimile.