Autismo, la Procura apre un fascicolo per fare luce sul caso di Bryan

La Procura di Avellino ha aperto un fascicolo per far chiarezza sul caso di Bryan, il 16enne affetto da autismo.

La vicenda:

La storia di Bryan ha scosso i cuori di molti in città. I familiari del giovane studente, che frequenta l’Istituto “De Luca” di Avellino, hanno ricevuto improvvisamente la comunicazione che il figlio non potrà restare all’interno della scuola per più di due ore al giorno.

Una notizia che la famiglia di Bryan non ha preso affatto bene. “Questa è l’odissea scolastica di mio figlio, colpevole di essere affetto da autismo – dichiara il padre del ragazzo ai microfoni de Il Mattino -.

L’altra mattina, in maniera sbrigativa, ci hanno informato della decisione presa. Bryan è assistito da una sentenza, passata in giudicato, che gli assegna il massimo delle ore, quindi, ho inviato di impulso una e-mail alla dirigente scolastica, chiedendo di avere tale comunicazione in forma scritta, con relativa motivazione.

Stanchi di dover chiedere quanto toccherebbe di diritto, abbiamo deciso di non portare Bryan a scuola. Mio figlio è stato giudicato troppo vivace e non può stare a scuola per più di due ore“.

Il dirigente scolastico, Maria Rosaria Siciliano risponde: “La scuola non può gestirlo solo con i docenti. Il problema non è Bryan, ma la famiglia che proprio non collabora. Io ho il compito e il dovere di tutelare il ragazzo e il corpo docente. Noi siamo educatori, non neuropsichiatri. Non vogliamo escludere Bryan dalla scuola che è a disposizione, ma abbiamo bisogno di figure idonee”.

Dopo i botta e risposta tra i familiari di Bryan e la scuola, saranno i magistrati a rimettere ordine alla questione.