ACLI: IUS SOLI LEGGE DI CIVILTA’ CHE DOVREBBE APPARTENERE A TUTTO IL PARLAMENTO

Le recenti dichiarazioni sullo “ius soli” del neo Segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, hanno tolto la sordina ad un dibattito sopito dall’emergenza pandemica, suscitando reazioni molto spesso negative da parte di chi ritiene che la questione non sia urgente o di coloro che ne fanno una strumentalizzazione politica e vedono nella misura un  presunto attacco alla Patria che, come si legge in maniera condivisibile sull’ultimo numero de L’Espresso, assume “un concetto che riesce ad essere straordinariamente razzista e infarcito di patriarcato”..

Da quando l’ltalia è diventata, oltre che un Paese di emigranti una meta di importanti flussi migratori, non sono poche le voci a favore di un principio secondo il quale, molto semplicemente, è cittadino di uno Stato ogni persona nata all’interno del suo territorio. Si può discutere su un diritto senza limiti, oppure temperato come avviene in gran parte dell’Europa, ma nel momento in cui, magari più per necessità che per convinzione, il Parlamento dà vita ad un Governo dichiaratamente europeista, promulgare leggi di civiltà non può essere una questione di parte. “La legge sullo ius soli giace ormai in Parlamento da venti anni e non impegnarsi oggi sarebbe una contraddizione in termini senza giustificazioni –affermano le Acli irpine attraverso il loro Presidente Alfredo Cucciniello-; la situazione del Paese richiede una legge adeguata, senza ulteriori rinvii; nelle scuole italiane vi è una incidenza di studenti stranieri pari al 10% e il 64% di loro è nato in Italia, non è mai migrato e parla solo l’italiano oltre il dialetto lombardo, veneto, campano o calabrese; oggi in Italia è più facile riconoscere la cittadinanza ad un calciatore che, forse, può vantare un trisavolo emigrato in Sud America piuttosto che ad un bambino nato sull’italico suolo e non deve ereditare lo status giuridico da “immigrati” dei suoi genitori. Auspichiamo che, oltre il diritto allo studio e allo sport, a questi ragazzi sia finalmente data la cittadinanza, per creare cittadini del domani a 360 ° e non persone rancorose. Il Parlamento ed il Governo debbono finalmente ed in maniera risoluta porsi l’obiettivo di promuovere una riforma organica sull’immigrazione, a partire dal principio che essa non è un inciampo della storia ma parte integrante della vicenda umana. Un Paese che sa guardare al suo futuro non discrimina e non respinge, ma accoglie ed include”.