Acai, Ardolino: “Proseguono le inaccettabili speculazioni sui prezzi di vendita dei presidi sanitari. Intervengano le autorità”

“E’ assolutamente inaccettabile che ci siano ancora produttori e soprattutto attività commerciali che continuino a speculare,  nel pieno di una pandemia, sulla vendita di presidi sanitari essenziali per la salute delle persone. Chiediamo quindi l’intervento delle autorità competenti per porre fine a tali vergognose attività lucrative”. Ad affermarlo è il segretario nazionale di Acai onlus, associazione di rappresentanza dei consumatori, l’irpino Giovanni Ardolino.

“Ad oltre un anno, ha proseguito il dirigente sindacale, dall’inizio di questa difficile e lunga fase di emergenza, dobbiamo purtroppo ancora constatare come ci sia chi continua a trasformare una tragedia collettiva in un lurido affare, vendendo prodotti come mascherine, gel disinfettanti per mani, prodotti per l’igiene domestica e soprattutto guanti monouso a prezzi nettamente superiori a quelli di mercato, praticati prima della pandemia da Coronavirus, in qualche caso già ingiustificatamente elevati, sfruttando la necessità di singoli cittadini, famiglie, imprese e strutture assistenziali e sanitarie, pubbliche e mutualistiche, di rifornirsi di tali prodotti per la sicurezza personale o per l’espletamento di un lavoro. A tal proposito, infatti, stiamo ricevendo segnalazioni, soprattutto in merito ai costi in continua crescita, nonostante la disponibilità dei prodotti nelle reti di vendita, di guanti monouso in lattice o in nitrile, che sono triplicati nel giro di alcuni mesi, rendendo così anche più complicata, oltre che dispendiosa, l’attuazione di misure di prevenzione della diffusione del Covid 19”.

“Attendiamo, pertanto, conclude Ardolino, una risposta chiara e netta di chi di dovere nei confronti di un indecente ed immorale traffico che avviene, da troppo tempo, sotto gli occhi di tutti. Ci dichiariamo pronti, sin d’ora, ad intervenire su questa vicenda, con tutti gli strumenti possibili, insieme ad  altre associazioni, per porre fine ad una simile vergogna”.