63enne di Avellino muore al “Cotugno”, in mattinata l’autopsia

Sarà effettuato in giornata l’esame autoptico sul corpo di Amato Acocella, il funzionario della Regione Campania deceduto sabato scorso al “Cotugno” di Napoli.

Sul decesso del 63enne è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore a seguito della denuncia presentata dai familiari attraverso l’avvocato Costantino Sabatino nel mese di maggio, quando era ancora ricoverato.

L’autopsia si svolgerà presso il Centro Medico Legale di Giugliano. L’incarico è stato affidato al medico legale Giuseppe Consalvo che sarà affiancato dall’infettivologo Maurizio Mazzeo e dall’anatomopatologo Antonio Perna. All’autopsia sarà presente anche il consulente di parte, Francesco Saverio Di Costanzo, nominato dalla famiglia di Acocella. Il fascicolo è contro ignoti.

La dinamica. Il calvario di Amato Acocella ha avuto inizio mesi addietro con i primi ricoveri nell’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino dove era stato sottoposto ad alcuni interventi chirurgici. A seguito di complicazioni, l’uomo era stato trasferito al “Ruggi d’Aragona” di Salerno dove i problemi sono proseguiti. Nel corso della degenza nei vari ospedali, ad Acocella gli era stata riscontrata anche la positività al Covid-19 dal quale era guarito già alcune settimane prima del decesso. Quando è giunto al “Cotugno”, le sue condizioni erano già critiche. Poi la morte.

Moglie e figli si sono opposti alla dichiarazione ricevuta che il decesso sia avvenuto per COVID. Questo il motivo per cui è stata richiesta l’autopsia.